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Mentre Loro se la ''cantano’’ ... i Cittadini vengono Espugnati

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NO ALLA LAPIDAZIONE DI Sakineh Mohammadi Ashtiani

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Fermi i cantieri di lavoro in Sicilia - Al palo 40 mila posti per disoccupati

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Servizio Civile: ecco i beneficiari dei fondi

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 LA CRISI ECONOMICA E' SCOPPIATA PERCHE' NON SI FANNO FIGLI

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Riviera: dopo la lettera di Morabito alla Procura della Repubblica prende fuoco l'estare rivierasca

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Twilight

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IL CASELLANTE

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IL RITORNO DEL PRINCIPE

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la maison terrà

In edicola il mensile JONIANEWS
(Tra qualche ore) si apre la stagione 2010
a cura di G. Massimo Cicala

si sta completando la stampa e distribuzione della nuova uscita di Jonia News, il mensile della Riviera Jonica. In attesa di trovarlo nella tua edicola preferita, ecco in anteprima, l'editoriale di G.Massimo Cicala.
Vizi Privati, pubbliche virtù. Apriamo, gonfi di buoni propositi, questo 2010, settimo anno solare della presenza di JoniaGroup sul territorio jonico messinese, ammiccando nella titolazione dell’editoriale, ad un cult dell’italico, pruriginoso cinema in salsa provincialoide, genere che tanti successi raccolse negli anni ’70. Senonchè il lettore si dovrebbe trovare, sempre se troverà la forza di arrivare al fondo dell’editoriale, nelle condizioni di ridacchiare sotto i baffi poiché i sostantivi, o i due aggettivi, appariranno (o potrebbero apparire?) scambiati tra essi. Giusto questo titolo di film si presta a divenire l’insegna luminescente di un presente tutto jonico, a suo modo suddivisa in un paio di storie aventi il medesimo retrogusto. Due di esse, sono riportate su questo numero. Partiamo da un sequel del mese scorso, che troverete nelle pagine seguenti, ben sviluppato da Giuseppe Migliastro, e che riguarda il Cimitero, o meglio la paventata apertura a sud di un nuovo ampliamento, il terzo, stratificatosi nella storia santateresina. Fuor dall’essere stati senzazionalistici, allarmisti e troppo critici, indicammo secondo alcuni nostri calcoli che il ricorrere al Project Financing per il necessario ampliamento cimiteriale a sud, anziché affidarlo alla Effecostruzioni, avrebbe posto le tariffe per i loculi tra i tremila e i seimila euro a testa, anzi, a te…schio, visto che siamo in tema, contro le attuali 1300. Ci scusiamo con i lettori per la nostra imprecisione, poiché voci abbastanza accreditate che circolano nell’ambiente “tarano” quella nostra previsione a ben… duemilaseicento euro per il loculo “base”, con lapide e lampada votiva all inclusive. Avevamo sforato di qualche centinaio di Euro. Resta il fatto che occorre vigilare e, ad Opera “chiavi in mano”, pardon… “bara in spalla”, essere serenamente in grado di trarne la bontà del criterio adottato, e la capacità di ognuno di noi a paragonare (ahimé in modo postumo) le soluzioni prospettabili con i relativi se e ma. Direte che è il fio da pagare ogniqualvolta il privato viene a mettere le sue mani nel pubblico? Sfogliate il giornale e vedrete che non sempre è così. Andremo a vedere come, in tema socioassistenzialistico, è sorto un concorrente privato, riuscendo a diventare temibile e fortemente competitivo in caso di status familiare medio-alto. Almeno così direbbero i numeri in nostro possesso. Roba per ricchi? Sì ma con qualche … sorpresa, amarognola invero, sui ceti medi, mediobassi e… bassissimi, in cui certe scelte potremmo vederle meglio applicate. Basta dare uno sguardo alla Costituzione. Si tratta di punti di vista antipodali: da un lato i costi d’esercizio, dall’altro lato uno “spaccato” medio o mediamente credibile di popolazione santateresina e come o quanto procrea, in base a quanto emerge, la “differenza” da integrare per non disturbare (troppo) il bilancio la si “spalma” secondo il reddito complessivo. Se dovessimo ispirarci ad un sistema non dico remunerativo, ma soft per l’esposizione istituzionale è un conto, ma se al contrario, dovessimo attuare un welfare moderno che guardi avanti, o si guardano (e si copiano) le collettività in cui si respira aria di futuro, o si finisce nelle ire del popolino basso. A cominciare dallo scambio tra Reddito Complessivo e ISEE. Chiudiamo il tris con un colpo d’Energia. Guardando in strada, con le macchine che ci passavano su con i pneumatici, un opuscolo di una famosissima ditta associata da decenni a livello nazionale al risparmio energetico nel ramo elettrico e fotovoltaico, e che per ora è molto presente in spot pubblicitari sulle TV nazionali, scopriamo esistere un “pacchetto” pensato per le pubbliche amministrazioni. Il contratto prevede la sostituzione integrale gratuita di tutte le lampade pubbliche e degli edifici comunali con altre, nuove, a risparmio energetico, contro un risparmio netto del 7.5% rispetto alla bolletta precedente alla stipula (si parla di 10€ di risparmio garantito per ogni lampione trasformato a risparmio energetico, più tutte le lampadine di uffici e scuole). Nel lasso di anni in cui il Comune si legherebbe a questa convenzione, saranno garantite gratuitamente tutte le ulteriori sostituzioni di lampade, la manutenzione ordinaria dei guasti che dovessero verificarsi, nonchè primarie consulenze gratuite per le manutenzioni radicali e straordinarie “tese” ad un ulteriore risparmio energetico. Su, poniamo, quattrocentomila euro annui di bollette, con quei trentamila euro risparmiati mi ci aggiusto una strada, o calo la retta dell’asilo o della mensa scolastica. O rimpinguo il budget di un assessorato povero… così vediamo se il Santo suda, stavolta. Vorremmo dare questa proposta all’amministrazione, salvo poi scoprire che la gestione elettrica è stata segata in due, un segmento per l’illuminazione e l’altro per gli edifici pubblici, che giustamente, seguendo l’onda e la moda delle esternalizzazioni, saranno affidate a due Ditte. Amen. Lo stesso marchio di rilevanza, ripetiamo, nazionale, a proposito dei pannelli solari avrebbe fior di proposte per tetti e terrazze fotovoltaici a costo zero ed a rendita sicura per migliaia e migliaia di euro l’anno oltre che alla bolletta totalmente azzerata, grazie agli ecoincentivi statali che dal 2011, ahinoi, cominceranno progressivamente a calare, si dice anche del 20%: anche qui, con l’outsourcing delle Ditte private locali di mezzo, plop, plop, plop! ho paura che siano sogni che ad uno ad uno si infrangono. Realpolitik o semplicemente non-business? L’amministrazione santateresina, a nostro modo di vedere, è al giro di boa: potrebbe ascoltare tanti consigli da persone davvero disinteressate, quali siamo, o fare almeno finta. Credo che sia già assodato che la legislatura si completerà senza sussulti ma ogni tanto con qualche grido. Sui governi statunitensi, imperversa un detto, che ho stralciato da un film d’azione degli anni ’90. Domanda: “Qual è il primario scopo di una neo-amministrazione appena insediatasi alla Casa Bianca?” Risposta: “Fare subito in modo da ottenere un secondo mandato”. Ecco, la nostra chiave di lettura è che, fatti salvi i cento giorni di Alberto Morabito del 2003 ed i rissosi due anni Loschiaviani scivolati (e ggira parrinu ‘è ciuscia…) sul Cimitero, in questa prima metà di legislatura si sono prese le giuste distanze sulle cose, si è completata definitivamente la presa in consegna “storica” dell’eredità burocratica-amministrativa bartolottiana, ufficio per ufficio, armadio per armadio, impiegato per impiegato, telefono per telefono, e sul territorio, realtà per realtà; da quella giornalistica, a quella legale, a quella imprenditoriale, a quella tecnica. Con errori e correzioni, svarioni e genialità, compravendite d’assessori e consiglieri, crolli di stile e momenti di grande statura amministrativa, sacrifici dolorosissimi e nuovi embrionali servizi al cittadino, colpi di sfortuna ed altrettanti colpi di culo. Talune sordità sono divenute esattamente sovrapponibili ad altrettanto acume uditivo. Ci piacerebbe però che le alte sfere del governo santateresino, riprendessero a camminare per le strade e fermarsi con e tra la gente, come nelle tre spasmodiche campagne elettorali del 2003, 2004 e 2007. Ora, però anche Città Libera ha il suo “countdown”: quello per essere rieletta per un (“eventuale”, dal punto di vista dei detrattori, a voler provare a rispettare una volta tanto la par condicio) secondo mandato. Significa che tutto quello che è valso nella prima metà di legislatura, non vale più, le strategie saltano, i giochi di squadra si fanno più complessi e, se di “giro” si può parlare nel caso dell’accontentare le prime, le seconde e le terze file dei supporters, questo giro, stavolta, dovrebbe fermarsi uno per uno, per accontentare (sul serio) tutti. E ad ogni fermata del Santo, i fedeli attaccheranno l’ex voto. Sulla mia busta paga, cari colleghi, la Ragione Sociale si chiama libertà… i nostri figli ci guardano. Chi ha orecchie oda.

25/02/2010

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