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Dirigenti Regionali c/ Maestri di Scuola: 10 a 1

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PRIMO INSEDIAMENTO GIOVANI IN AGRICOLTURA

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Psicopatici chiamati mafiosi

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ATEI E AGNOSTICI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI CONTRO LA CHIESA

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Un'Isola che ''galleggia'' - Report XXIV sulla Sicilia

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Santa Teresa: conferenza stampa di Lombardo sul LICEO SCIENTIFICO

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BASTA CON GLI AMMINISTRATORI CIALTRONI AL SUD

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Cronaca di una serata: adesso la crisi morde davvero. Come ne usciremo?

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Twilight

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IL CASELLANTE

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IL RITORNO DEL PRINCIPE

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terrà la maison

Finalmente in Edicola JoniaNews di ottobre.
Con le riflessioni sulla tragedia del 1 ottobre
a cura di ns. redazionale

Prima ancora della libertà, la stampa necessità di moralità. Così lo scudo fiscale divenne legge, Tonino si incazzò con Giorgio, e Scaletta Zanclea con Giampilieri piombarono nel fango. Mentre la Provincia Regionale di Messina, si scopre, aveva messo “ben” 79 mila euro nel capitolo del bilancio per il dissesto idrogeologico di tutti i 108 comuni della provincia di Messina: 731 Euro a Comune. L’identikit degli operatori dell’informazione che dovrebbero dire al mondo quello che accade, è sempre più controverso. La libertà di stampa è un valore troppo alto e troppo importante perché possa essere capito da chi si avvicina a questo bel mestiere, ed anche da chi ci si trova impantanato da decenni. Ho visto crescere persone che un attimo prima di prendere il volo e poter ragionare con la propria testa, la prima cosa che hanno fatto è stato il giro delle segreterie politiche immediatamente prima di una tornata elettorale amministrativa. Ho visto altri che si sono calati la maschera e inseguono la diecieuro baciando la mano di chi gliela porge schifiatamente. La commistione della politica e degli interessi forti su operatori di stampa che funzionano come giornalisti-jukebox è sotto gli occhi di tutti, nel senso di tutti quelli che vogliono vederla in funzione. E il gettone? Consideratone la forma ed i buchi fisiologici in cui può essere messo….lascio a voi le considerazioni. I latini, in un aforisma [Vasa inania multum strepunt], dicevano che i vasi quanto più sono grandi e vuoti, quanto più gran fracasso provocano dopo essere stati percossi, e questo calza alla perfezione su certi tipi e tipastri che tuonano nei vari media a noi, mediocri uomini ionici, non lontani. Percossi dalle primedonne dedite più all’apparire che all’essere. Mi piacerebbe che tutti i lettori della riviera jonica capissero la genesi delle notizie, le “spinte”, le “pressioni”, i tabù e gli argomenti off limits. L’effetto è che di quello puoi o devi parlar bene, di quell’altro un po’ meno e di quello? A rrumpiri…finu a quannu s’insigna. La stampa-juke-boxe, con il gettone spinto in fondo, chissà quanto godendo…, affinché la solita canzone giri ancora e ancora e ancora, tace e miscredita, osanna ed enfatizza, sull’altare di alti disegni quasi sempre imprescrutabili per il popolino basso. I Sindaci che si portano dietro il banditore come nel Medioevo sono più o meno vassalli tardo-medievali anch’essi. Né per essere buoni Cristi dell’informazione basta farsi vincere addosso dei pseudo premi di categoria, naaaaaaa, non funziona proprio così. Da che mondo è mondo, nelle bande musicali, attorno alla grancassa c’è sempre stata una piccola competizione tra chi è più buffo: o chi la porta, o chi la percuote. Quindi, a proposito del nefasto primo ottobre messinese, facciamo pure salire sul camion degli aiuti umanitari chi si spaccia per operatore di bontà, (dopo essere stato respinto per mancanza di crediti) e poi facciamogli uscire il marruggio-teleobiettivo fotografico, forse metafora sostitutiva di ciò che manca nelle mutande. Questa è la sintesi, l’emblema della mala informazione, della bavetta bianca ai bordi delle labbra, delle parole maccheroniche, della ricerca del rivolo di sangue da sotto il lenzuolo pietosamente messo sulla salma, e di una professionalità che non c’è, e che però si è stratificata su una tradizione errata che purtroppo ha assuefatto la gente, i politici, i governanti. Chi è veramente libero? Chi riesce a non avere cointeressenze e purtuttavia scrivere serenamente ed in termini non ricattatori? Il guaio è che man mano che ci si sposta geograficamente, ci sono sempre le stesse percezioni, gli stessi meccanismi che legano l’opinione pubblica alla genesi profonda delle notizie. Con il risultato, ugualmente misero, che si crea un alone di diffidenza verso tutta l’informazione mettendola in un unico calderone, o al contrario si “beve” a garganella tutto quello che viene propinato, senza la costruzione di una coscienza critica capace di filtrare e di vedere il limite del cronista, che è un uomo, spesso con un (altro) lavoro, dei difetti, delle debolezze, degli ideali, delle esigenze, dei rapporti ben definiti con il proprio portafogli, o appartenente ad un certo “cartello” di colleghi ove scambiarsi favori e “chiudere” invece verso altri testate. Mi, ci dispiace, Jonia è “ben” altro. G.Massimo Cicala

25/10/2009

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