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Filosofia
Anche se molti l’hanno ormai perso di vista, quando l’informazione vuole
arrogantemente diventare “mestiere” è bene ribadire il concetto di “fatto” o di
“notiziabilità”. La definizione è “accadimento che interessa un certo numero di
individui e che ne provoca una certa reazione”; questo dal punto di vista
squisitamente tecnico, mentre è proprio il “peso” psicologico che si dà
all’avverbio “certo” che fa la differenza tra Biagi, Bocca, Bo, Montanelli e
Massimo Cicala. L’altro aspetto è il coraggioso ricorso a sperimentazioni
lessicali, nella consapevolezza che la nostra lingua è viva proprio nella
crescita di iniziative editoriali come JoniaNews, e se questo talvolta transita
per allocuzioni robuste, ammiccanti, scanzonate, o per neologismi coniati
dall’essere sensibili osservatori della società che cambia, il nostro lettore
occasionale o fidelizzato diventa automaticamente un soggetto di cultura attivo,
aperto, critico, positivo. Quasi tutti i cronisti di Jonia hanno in media molto
più spazio degli altri colleghi della riviera, spalmati sugli altri organi di
stampa, per dire quello che pensano, e una struttura dirigenziale che “lascia
dire” in piena libertà. Significa che quella di Jonia è una vera Scuola di
Giornalismo “sul campo”, che offre a coloro che lo desiderano di essere
praticamente da subito dei veri mini-opinionisti. In un mensile di
approfondimento e denuncia sociale non c’è quasi mai spazio per la nuda
presentazione di un fatto di cronaca, che spesso e volentieri passa pure
inosservato, non essendo tra i nostri obiettivi, emergono invece quei talenti
che preferiscono di dare del “tu” alla vita che scorre quotidianamente, traendo
grandi e piccole fenomenologie proprio da analogie ed omologie spicciole
riconducibili a mutamenti socio-culturali in atto (tra le cose più difficili da
riportare). C’è un editore che non ha interesse alcuno in riva allo Jonio, e un
Direttore che sinora ha sempre mostrato equilibrio e coraggio nelle idee, anche
in quelle scomode e impopolari poiché è la prima volta che gliele fanno dire:
come potrà diventare una generazione di giornalisti che stanno crescendo su
queste basi? Semplice: peggio dei loro capi, poiché a differenza e in più di
essi, hanno dalla loro parte l’entusiasmo e la forza dei venti anni; le
consapevolezze,… quelle le lasciano agli altri.
Antefatto
L’idea-progetto di un mensile in carta pregiata, supportato dall’imprenditoria
locale, ed esteso a tutta la Riviera Jonica nasce, inaspettatamente, nel lontano
1994 all’interno dello staff elettorale dell’Avv.to Carlo Lo Schiavo, nel corso
della sfortunata (per lui, ovvio..) battaglia elettorale amministrativa che lo
contrappose al sindaco uscente Nino Bartolotta ed alla “terza lista” costituita
dai giovinastri catto-sinistrorsi di Città Insieme. Il concetto di base era che
qualcuno dovesse procurare le risorse economiche e istituzionali, e qualche
altro la continuità giornalistica ed editoriale. Queste due entità si persero di
vista e il progetto rimase solo un bel sogno, in buona compagnia, tra il Ponte
sullo Stretto, il ritorno della Democrazia Cristiana, il Raddoppio Ferroviario
Giampilieri-Fiumefreddo, l’A18 senza pedaggio, ed una amministrazione forte,
buona e duratura a S.Teresa di Riva.
TempiModerni
Negli ultimi mesi del 2003, tra chi, in mutande, insegue un pallone di cuoio nei
campetti dilettantistici della UISP, e chi a volte si incontra nei corridoi
universitari, scocca la scintilla del magico contatto tra esponenti di una
giovane società Messinese che vorrebbe occuparsi (anche) di Editoria, e Samuele
Clementi, che giornalista non è. Gli viene detto che questo gruppo di ragazzacci
vorrebbe fondare nei grandi comuni della provincia messinese, dei mensili
cartacei di buona fattura dalla testata “nomecomune”+”notizie”, strutturati in
sedici pagine monocromatiche. Samuele ha però un cugino ed un vicino di casa che
forse potrebbero costituire il braccio operativo dell’idea appena imbeccatagli.
Con la Ediscon (questo il nome della società, a baricentro peloritan-tirrenico)
entrano subito in gioco Andrea Trimarchi e Gianluca Santisi, ex vecchie
conoscenze del quotidiano catanese La Sicilia, ma mai più invischiati in altro
giornalismo locale. In breve si coinvolgono anche due tra le icone viventi della
cultura in riva allo Jonio: l’architetto Salvatore Coglitore per “storia e
dintorni” e il prof. Carmelo Rigano per etnoantropologia culturale di S.Teresa e
zone circonvicine. Arriva il bozzettista Antonello Mantarro, che si appropria
della “firma” Anto74 (oggi un sinonimo di acume grafico autoctono), insieme alla
affiatata “coppia” Filippo Brianni e Cristina Maccarrone; mentre una notissima
“pantegana” di penna e taccuino preferisce uscire con un sinonimo. E’ tempo,
infine, per l’ultima cooptazione: G.Massimo Cicala, già pubblicista dal 1995, ex
Centonove, ex Giornale di Sicilia, Direttore di TeleRadio Empire con il vizietto,
mai curato, delle recensioni cinematografiche. Non si rende necessario un
Direttore, visto che è procurato dalla Società editrice, che nel frattempo ha
progettato e/o messo in edicola una mezza dozzina di progetti gemelli:
Montalbano Elicona, Tortorici, Milazzo, Barcellona. Andrea Trimarchi assume la
carica, più teorica che altro, dati i rapporti pressoché fraterni tra tutto lo
staff, di Coordinatore di Redazione. E’ il febbraio del 2004, ci sono stati i
cento giorni di Alberto Morabito, si ritorna a votare e tutti aspettano le mosse
dell’ex sindaco Nino Bartolotta: irrompe nel panorama editoriale del comune il
n. 1 di “Santateresanotizie”, caratterizzato dalla vignetta satirica in
copertina e dal “taglio” di stampa a/4; nel primo numero, il faccione di
Bartolotta. Quanto basta per entrare nel giro di un paio di mesi nel cuore e
nella mente dei santateresini che lo cercano e lo rincorrono con affetto nelle
edicole cittadine. Vengono “tirate” 150 copie, che costano nella tipografia
messinese ben 180.00 € al mese; il mensile ha un prezzo di copertina da 1.50€ ed
a cavallo della elezione di Carlo Lo Schiavo si raggiunge uno strabiliante
record di vendite. L’analisi dei dati di marketing che i nostri rilevatori
effettuarono in tempi non sospetti, recita che a fidelizzarsi al neonato
Santateresanotizie sia stato un nocciolo duro di circa cento lettori
superaffezionati, di cultura medio alta, intorno ai quali girano dei compratori
occasionali che in realtà acquistano solo se all’interno c’è realmente qualcosa
che li interessa direttamente o indirettamente. Nascono i primi abbonamenti e ci
sono due sponsor commerciali. Arrivano altri giovani collaboratori, ma dopo un
annetto si rende necessario un cambio, o meglio uno scambio, poiché Andrea
Trimarchi per motivi professionali importanti, che spesso lo trattengono fuori
Sicilia, non può più reggere l’onere e la responsabilità del coordinamento,
mentre Gianluca Santisi “devia” il suo itinerario accademico e atterra su un
prosieguo universitario di grande prestigio a Catania. Nella speranza che questa
doppia defaillance sia solo in incubo dovuto allo stress, trascorrono un paio di
mesi di assestamento (con il giornale però regolarmente in edicola) nei quali
Santateresanotizie “gioca” a nascondersi in una nicchia economico-culturale,
diremmo “di attesa”; sino a quando Massimo Cicala scioglie la riserva ed accetta
l’onere e l’onore (proprio nell’ordine in cui l’avete letto…) di prender atto
operosamente del passo indietro fatto da Andrea Trimarchi, che rimane tuttavia
come punta di diamante tra gli opinionisti del giornale, e dar corso al New Deal
di Santateresanotizie. Curioso un episodio: nel corridoio del secondo piano del
Municipio di S. Teresa di Riva, mentre il neo-direttore è in attesa di essere
ricevuto da un funzionario, un giovane LSU contrattista gli sussurra “…voglio
che fai arrivare il tuo giornale anche a Savoca…”. Pronta la risposta: “ Non
posso, non ne ho la forza, né la possibilità, né la lucidità per farlo,
credimi…”. Il siparietto si ripete un altro paio di volte, sempre identico.
Qualche mese dopo ci fu una perentoria aggiunta finale al dialogo, non senza
importanza: “Fai arrivare il giornale anche a Savoca, a costo di dare qualche
stoccatina alla mia amministrazione”. Detto fatto, “quel” LSU era il sindaco
savocese Nino Bartolotta, e la frase fu, storicamente, quella giusta, detta al
posto giusto, nel momento giusto, alla persona giusta. Nacque la pagina di
Savoca e da lì in brevissimo tempo la copertura dalla periferia sud di Messina
sino a Trappitello di Taormina, con relativo entroterra. La decina di
collaboratori divennero in breve un centinaio, le pagine da 16 a circa 60, i
“promo” (come si chiamano oggi i vecchi “sponsor”) una settantina, le copie, da
150 a 450. Il direttore dello staff grafico è Peppe Androne, mentre il terreno
imprenditoriale comincia a ricevere le visite commerciali per l’offerta
pubblicitaria. Arrivano nuovi innesti, mediamente tutti di ottima levatura,
mischiando una certa “verginità” dal punto di vista delle esperienze
giornalistiche a qualche pizzico di lontane e mai rinverdite collaborazioni a
testate locali. In breve, gli instancabili Giuseppe Migliastro (Riviera e, dopo
essere diventato uno dei più giovani e promettenti giornalisti pubblicisti
d’Italia, ViceDirettore Vicario) e Carmelo Cutrufello (Economia e Politica), e
poi via via Valentina Crupi, Giuseppe Cacciola, Enza Signorino (cui va il merito
imperituro di essere stata la prima “inviata agli esteri” del mensile: Furci,
S.Alessio..), Mimma Lo Giudice, il tandem Gabriele Avigliani - Sebiano Chillemi
(Riviera Nord), fino agli acutissimi Rosanna Salsa (Taormina) e Mimmo Muscolino
(entroterra Jonico), Carmelo Tringali, Maria Lo Conti (Cultura), Valeria
Brancato (Riviera) per la struttura di approfondimento economico sociale e
politico, Don Nunziato Mantarro, i proff Nino Nicotra, Pippo Biella e Giuseppe
Cavarra a dare manforte in cultura. Dopodiché una lunghissima teoria di amici ed
amiche, individuati in base agli scibili dell’umanità disponibili e
padroneggiati, cominciano a costituire l’ossatura delle rubriche fisse nella
parte del periodico che risulta piacere di più ai lettori, cioè quel valore
aggiunto che sino a quel momento non era stata capace di fare nessun altro media
locale, in voce, audio o carta. Il lettorato, comincia “veramente” ad
interfacciarsi con il mensile, con note, telefonate, lettere, risposte,
riflessioni, dibattiti, botta-e-risposta, che hanno sempre avuto nella più
totale spontaneità e nel non essere in alcun modo “pilotate” il loro punto di
forza. Infine, occorreva l’ultimo atto di coraggio, per appianare una realtà che
tutti percepivano più che esplicitamente e che mancava solo di un suggello: far
capire il respiro comprensoriale dell’intero progetto, che il titolo di testata
ormai non rendeva più. Oggi, a bocce ferme, preferiamo ammettere, non senza un
intimo disagio, una duplice e coincidente (nei fini) ottica in cui ascrivere il
cambio di nome della testata. Da un lato il topos “Santateresa”, esportava una
sensazione di qualità e di riconoscimento al comune in questione del ruolo di
“punto di riferimento” e “faro” economico, sociale e politico di tutto il
comprensorio; tale titolazione, con i dovuti accorgimenti, poteva anche essere
la continuazione della primordiale strategia della Ediscon, a tutto vantaggio
non solo di editore e staff, ma dell’intero establishment politico,
istituzionale, anche giornalistico locale, e commerciale. In parole povere,
ipotizzavamo la possibilità di farci percepire come “mensile d’esportazione”,
esportazione di un modo “nuovo” di parlare di cose “vecchie”. Occorreva la
semplice presa d’atto o di un paio di grossi imprenditori che credesse
maggiormente nelle definitive potenzialità del progetto facendosi contagiare
tangibilmente dall’entusiasmo che alberga, vivo, in tutto lo staff; ma prima di
essi, doveva essere amministratori e politici locali a farsene parte diligente.
Stante un mancato feeling tra il periodico e l’amministrazione Lo Schiavo, la
decisione caldeggiata, quindi ha imboccato inesorabilmente la strada più breve
possibile. Commercianti e Istituzioni, dicevamo? Non sono arrivati né gli uni né
gli altri, e non per “colpe” unicamente loro, ma sicuramente per la filosofia
che accompagnava la crescita del mensile, nella sua linea editoriale, mese per
mese, articolo per articolo, nuovo collaboratore per nuovo collaboratore. Del
resto, “quel” nome, tarpava un po’ le ali alla spinta emozionale di nuovi
investitori istituzionali e commerciali, capaci di un preventivo, manifesto
interesse “sine qua non”. Ecco, i presupposti del cambio da Santateresanotizie
in JoniaNews, sono stati proprio questi, con un retrogusto simile alla perdita
dell’ennesima “cosa” per Santa Teresa di Riva, che si aggiunge all’Atelana, allo
Svincolo A18, all’ASL, alla Guardia Forestale, al Ufficio Riscossione imposte,
ecc ecc.
Futuro & Oltre
Le prospettive future ce le costruiamo giorno per giorno, poggiando ben saldi i
piedi sugli entusiasmi e sulle certezze che via via si consolidano praticamente
settimana per settimana. Soluzioni grafiche, crescita di qualità e di quantità,
presenza in tutte le accezioni della comunicazione pubblica, iconografica, sino
a divenire opinion makers spesso e volentieri in aperto contrasto con parte
della informazione locale, rispetto alla quale il solco di distanza aumenta a
vista d’occhio. Non è tanto, vorremmo sperare, un problema di convivenza nello
stesso territorio, ma lo stare incarnando in un prodotto di qualità, una
mentalità vincente perché libera da ricatti e sudditanze altrove organici alle
scelte, alle risorse, alle linee editoriali, alle persone. E questo fa addurre
maldicenza, sino a veri colpi bassi che ormai hanno fatto letteratura (visto che
quando ce li tirano, 1) non ci scalfiscono, 2) li sputtaniamo puntualmente). Gli
obiettivi per il biennio 2007 – 2008 sono la copertura dell’intera Val
d’Alcantara, una aggressiva campagna abbonamenti e convenzioni, il
raggiungimento delle 1000 copie vendute e dei tentativi sperimentali di saggiare
il territorio provinciale catanese da un lato, ed il capoluogo Peloritano
dall’altro, a fronte del “solito” incremento in termini di uomini, pagine,
inserzionisti, visibilità: in due parole, “qualità totale”, soprattutto nella
presenza nei Comuni, nei Consorzi, nei Grandi Eventi, nei grandi momenti
comunicativi, nelle realtà sociali, commerciali grandi e minuscoli.
Collaborano:
Fabio Altadonna, Paolino Auditore, Gabriele Avigliani, Carlo
Barbera, Rachele Bernava, Giovanni Bonarrigo, Pippo Biella, Valeria Brancato,
Veronica Bonelli, Filippo Brianni, Valentina Briguglio Polò, Giuseppe Cacciola,
Alfonso Calabrese, Gabriele Camelia, Gianni Camelia, Cristina Campailla,
Giovanni Cannata, Maria Caminiti, Valentino Canni, Antonella Casablanca,
Sebastiano Casablanca, Giuseppe Cavarra, Sebiano Chillemi, Classe III Liceo
Psicopedagogico “S. Cuore”, Salvatore Coglitore, Giuseppe Crupi, Valentina Crupi,
Ivan Diniz Nunes, Daniela Fileti, Santo Virgilio Foti, Graziella Freni, Samuele
Galeano, Francesca Giacomini Canni, Teresa Jannuzzi, Rosario Leonardi, Maria Lo
Conti, Diego Lo Giudice, Ela Karpinska, Antonello Mantarro, Don Nunziato
Mantarro, Santino Mastroeni, Carmelo Micali, Antonino Muscarello, Mimmo
Muscolino, Alessia Niglio, Andrea Nunzio, Fabio Orlando, Melina Patanè, Giuseppe
Pistone, Carmelo Porti, Prometeo, Oriana Puglia, Alessandra Pulvirenti, Joe
Raffa, Andrea Rigano, Carmelo Rigano, Carmelo Rigano II, Cosimo Rigano, Giacomo
Rigano, Natale Russo, Prof.ssa Graziella Russo, Gianluca Santisi, Vincenzo
Scalisi, Giuseppe Scandura, Scimpo, Annabella Sgroi, Enza Signorino, Mariacatena
Silaro, Armando Smiroldo, Carmelo Spadaro, Simona Spadaro, Vincenzo Spadaro,
Gianfranco Stracuzzi, Silvana Sturiale, Andrea Trimarchi, Giangabriele Trimarchi,
Giusy Trimarchi, Trinacrio, Carmelo Tringali, Natale Triolo, Irene Turiano,
Paolo Turiano Mantica, Prof. Carmelo Ucchino.
Milano:
Eleonora Perrone, Gianfranco Nunzio, Giuliana Mastroieni
Vicenza:
Andrea Rigano
Roma:
Cristina Maccarrone, Carmelo Ucchino, Giuseppe Cucinotta, Giacomo D’Arrigo,
Perugia:
Claudia Aliotta
Siena:
Mimma Lo Giudice
Messina:
Emanuela Triolo, Filippo Patti, Marco Manzella, Manuela Trimarchi, Ernesta La
Spada
Catania:
Bruno e Valerio Valenti, Giuseppe Famulari,
Giardini:
Francesca D’Agostino
Taormina:
Rosanna Salsa
Francavilla di Sicilia:
Desy Bellino
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